ARCHITETTURA E DETTAGLI ORIGINALI

Architettura e dettagli originali; una storia di pietra, luce e silenzio.

La Tenuta i Mandorli è costruita su fondamenta antiche, lungo una delle direttrici medievali che univano San Gimignano, Volterra e Pisa. I toponimi che circondano la zona – Magione, Spedaletto, Palombara – testimoniano la presenza dell’Ordine dei Templari, che in queste terre lasciò tracce visibili e simboliche.

Camminando nella villa, tra le cantine e sotto le mura, si scorgono i resti di passaggi sotterranei: cunicoli probabilmente usati come vie di fuga o collegamenti tra le magioni templari. Una testimonianza silenziosa di un tempo in cui questo luogo era anche rifugio, nodo strategico, punto di passaggio.

Il cuore dell’accoglienza

La Villa: memoria e rinascita

Nel 1966 il dott. Bruno Bardi acquistò la Tenuta e la riportò alla vita, conservando l’essenza dell’edificio originario e trasformandolo in un allevamento di cavalli purosangue inglese di fama nazionale. La villa, con i suoi soffitti in legno, le pareti in pietra, le aperture panoramiche, è stata restaurata con un equilibrio raro tra rispetto storico e comfort moderno.

L’intervento di ristrutturazione avviato nel 2015 ha restituito agli ambienti la loro anima, valorizzando ogni dettaglio originale: la scala in cotto, le nicchie murarie, le travi antiche. Oggi la villa accoglie gruppi numerosi in un ambiente caldo, autentico e silenzioso.

La Magione: semplicità elegante

Un tempo parte del complesso agricolo, la Magione è stata convertita in cinque appartamenti indipendenti, ognuno con dettagli architettonici distintivi:

  • una finestra ad arco sulla corte interna,

  • una porta-finestra che incornicia la campagna,

  • una nicchia nella torretta trasformata in scrittoio.

Ogni alloggio conserva qualcosa della sua funzione originaria, ma è stato rinnovato per offrire intimità, luminosità e leggerezza.

Il Contesto

Un’architettura che dialoga con il paesaggio

Qui non ci sono barriere visive: l’interno e l’esterno si compenetrano. Le terrazze guardano la vallata, le finestre inquadrano le colline, i muretti in pietra si confondono con i margini del bosco.

Alla Tenuta i Mandorli l’architettura non impone, accompagna. Racconta. E lo fa in silenzio, lasciando spazio alla luce e al tempo.